I bambini, la parte migliore dell'umanità Maxima debetur puero reverentia
(Il bambino ha diritto a tutto il rispetto)
Giovenale, Satire, XIV, 47
Maria Montessori - Una vita per i bambini Regia: Gianluca Maria Tavarelli
Con: Paola Cortellesi, Massimo Poggio, Gian Marco Tognazzi, Lisa Gastoni, Giulia Lazzarini, Imma Piro, Adalberto Maria Merli
Distribuzione: Universal
Qualcuno tra i più giovani probabilmente avrà ricordato il viso bonario, ma fermo, di una vecchia signora raffigurato sulle mille lire, prima dell'avvento dell'euro, e forse si sarà chiesto chi fosse quell'unica donna impressa sulla banconota. Avrà magari pensato che tra i volti illustri dei Grandi Italiani, da Cristoforo Colombo a Michelangelo, da Galileo a Raffaello, da Giuseppe Verdi a Marco Polo, quello di Maria Montessori potesse rappresentare poco più di un dovuto riconoscimento alla parte femminile della popolazione della penisola.
Eppure l'importanza dell'opera di Maria Montessori nella storia del Novecento, dai più sottovalutata o ignorata, assume un rilievo decisivo nello sviluppo della moderna pedagogia, non solo italiana, ma mondiale. Prima donna laureata in medicina e chirurgia del Regno d'Italia, la Montessori elaborò un metodo che rivoluzionò l'insegnamento della scuola materna ed elementare collocando al centro della sua concezione il bambino, identificato come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali, obliate ormai dentro di sé dall'adulto, e rese inefficaci.
Pochi sanno che fu proprio quest'insigne studiosa a introdurre nella didattica il pasto consumato in comune e il gioco del silenzio, ma più ancora testimoniano i numeri: sono 22.000 oggi gli istituti Montessori presenti in 110 paesi in tutto il mondo (più di 3000 negli USA), di cui, però, solo 114 in Italia. Viene allora spontaneo chiedersi perché questo insegnamento conosce tuttora uno sviluppo straordinario in Olanda come in Germania, mentre il nostro paese si dimostra tiepido, o addirittura indifferente, a realizzare nuove Case dei Bambini, come Maria Montessori amava chiamare le sue scuole.
Una risposta è sicuramente legata ai vincoli legislativi, alla cronica penuria degli investimenti per l'istruzione da parte dello stato e alla difficoltà della formazione degli insegnanti; l'altra riguarda un pregiudizio che considera tali scuole rivolte perlopiù ai bambini diversamente abili o con problemi psicologici. Oppure, come risulta nell'opinione comune, scarsamente educative perché consentono un'esagerata libertà agli allievi. Perciò non possiamo che salutare con soddisfazione l'uscita in dvd della fiction per la televisione Maria Montessori - Una vita per i bambini, già mandato in onda in due puntate su Canale 5 lunedì 28 e mercoledì 30 maggio 2007.
Lo sceneggiato, che ha fatto incetta di premi al Roma Fiction Fest dopo aver riscosso i diffusi consensi del pubblico televisivo, non solo è un prodotto di considerevole qualità cinematografica, grazie all'attenta direzione di Gianluca Maria Tavarelli (Liberi, Non prendere impegni stasera,e Paolo Borsellino realizzato per la tv), ma si propone come l'opera di riferimento per la divulgazione della vita e del pensiero della grande pedagoga marchigiana, una studiosa, una grande scienziata, ma soprattutto una donna esemplare, raccontata nel dramma di chi ha speso la sua vita per i bambini nel rammarico di non aver potuto occuparsi del suo.
Il film mette in scena un quarantennio della biografia di Maria Montessori, dai tempi del controverso ingresso alla facoltà di medicina dell'Università La Sapienza di Roma - il padre la voleva maestra - nel 1892, fino al 1934, anno in cui le pressioni del regime fascista la costrinsero ad espatriare. Maria Montessori (Paola Cortellesi), sostenuta dalla madre Renilde (Giulia Lazzarini), è la prima studentessa di medicina in Italia. Da subito si dimostra ben al di sopra dei colleghi maschi che l'avevano dileggiata distinguendosi negli studi per dedizione e intelligenza.
Nel 1893 conosce Giuseppe Montesano (Massimo Poggio), un giovane docente di psichiatria, il quale le trasmette l'interesse per i minorati psichici che tenta di recuperare tra mille difficoltà. La giovane è attratta dai bambini ospitati in manicomio che con dolcezza e caparbietà libererà dal loro inferno riabilitandoli e portandoli con successo all'esame di licenza elementare. Quella nuova passione per la mente umana non gli impedisce di laurearsi brillantemente in medicina (1896), di provocare stupore e ammirazione nell'ambiente accademico per gli straordinari risultati ottenuti, e di coltivare segretamente l'amore per Giuseppe, coronato dalla nascita di un figlio che chiamerà Mario.
Ma questi, condizionato dal peso di una relazione e di una paternità al di fuori del matrimonio, e dalla madre Gemma (Lisa Gastoni), nonché incapace di accettare il successo della compagna, decide di sposare un'altra donna, di riconoscere il bambino, ma di affidarlo a un'altra famiglia lontano dalla città. Inoltre, costringe Maria al silenzio e all'assoluta riservatezza con la minaccia di impedirle ogni contatto con il figlioletto. Il calvario personale di Maria Montessori sarà una spinta ancor più efficace a gettarsi anima e corpo nel campo della pedagogia. Infatti, a dispetto dei mille ostacoli burocratici disseminati, o solo paventati, dall'ambigua figura di Cardi (Gianmarco Tognazzi), un potente funzionario del ministero, riuscirà a fondare la sua prima Casa dei Bambini nel quartiere di San Lorenzo, il più malfamato di Roma.
È lì che perfeziona il suo sistema pedagogico diventato in breve un laboratorio didattico esemplare. La fama di Maria si va espandendo nel mondo intero e le scuole montessoriane vanno ovunque diffondendosi, inducendo la studiosa a frequenti viaggi all'estero. Anche Mario, ormai ventenne, decide di tornare da lei a dispetto del padre. L'apertura di nuove Case in Italia la consigliano a venire a patti con il fascismo, ma le idee di libertà professate dal suo metodo non le consentiranno di fornire altro lustro alla dittatura di Mussolini: non rimane che allontanarsi da quell'Italia
Si conclude qui il percorso filmato di quest'eroina italiana meravigliosamente interpretata da una Paola Cortellesi (premiata al Roma Fiction Fest) ispirata ben al di là delle aspettative. L'attrice utilizzata quasi esclusivamente nei ruoli comici (Non prendere impegni stasera, Tu la conosci Claudia?, Chiedimi se sono felice) stavolta riesce a commuovere fino alle lacrime conferendo credibilità e forza a un personaggio di grande levatura intellettuale e morale senza trascurare la geografia interiore di una donna coraggiosa e travagliata.
I docenti che assisteranno alla visione di Maria Montessori - Una vita per i bambini non potranno che plaudire a questo spettacolo che getta nuova luce su una studiosa di assoluto livello internazionale, e che induce ad approfondire la conoscenza del pensiero e del metodo fuori da ogni preconcetto, mentre gli alunni rimarranno stupiti dalla passione e dalla tenacia di una donna che ha rivoluzionato il sistema educativo. Per il grande pubblico, infine, il piacere di scoprire il carattere di una donna vera, di una femminista ante litteram, la quale, seppur pagando un prezzo molto alto in termini di sofferenza, è riuscita, in nome della scienza e del diritto degli esseri umani, a liberare milioni di bambini dall'ignoranza e dal pregiudizio.
CLAUDIO LUGI
Maria Montessori, scienziata e donna
La scuola è quell'asilo in cui l'adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio Maria Montessori
L'ottima qualità tecnica del dvd Maria Montessori - Una vita per i bambini, e la bontà della sceneggiatura di Gianmario Pagano e Monica Zapelli, i quali hanno costruito una narrazione sostanzialmente fedele agli elementi biografici disponibili, ci inducono ad approfondire la vita e le opere della studiosa con particolare attenzione al periodo escluso dal lasso temporale descritto dalla pellicola.
Nata a Chiaravalle di Ancona il 31 agosto 1870, da Alessandro e Renilde Stoppani (figlia del celebre geologo Antonio Stoppani), Maria Montessori si sposta, pochi anni dopo, con tutta la famiglia, a Roma, divenuta da poco capitale. La predilezione per le discipline scientifiche la porteranno agli studi di medicina in contrasto con i genitori che l'avrebbero voluta insegnante. Nel 1896 l'Università La Sapienza di Roma ebbe così la prima donna medico dopo l'Unità d'Italia.
Il suo intervento in favore dell'emancipazione della donna al Congresso femminile di Berlino nello stesso anno, di cui abbiamo ammirato una calorosa sequenza nel film, è rimasto famoso. In quei mesi la Montessori ottiene pure la nomina di assistente presso la clinica psichiatrica della stesso ateneo capitolino, dedicandosi al recupero dei fanciulli con problemi psichici, e avvertendo subito che le loro problematiche fossero essenzialmente di carattere educativo.
Trasferisce le sue intuizioni e le sue prime sperimentazioni esponendole nel 1898 al Congresso pedagogico di Torino e dirige per due anni la Scuola Magistrale Ortofrenica. In quel periodo fecondissimo soggiorna proficuamente per motivi di studio a Londra e Parigi, frequenta gli insegnamenti di filosofia a Roma e quelli di psicologia sperimentale a Torino e Napoli, elaborando la sua Antropologia pedagogica, formando e dirigendo maestre, e arrivando a perfezionare un metodo generale per la formazione puerile.
Nel gennaio 1907 per incarico dell'Istituto dei Beni Stabili di Roma, la Montessori apre nel quartiere operaio di San Lorenzo, la Casa dei Bambini, cui presto ne segue un'altra sempre a Roma, e nel 1908 a Milano nelle case operaie di Via Solari. Quell'istituzione si diffonde in Italia e nel mondo assumendo il carattere di un metodo assolutamente innovativo di educazione infantile. Il volume, uscito nel 1909, e che compare nell'edizione definitiva del 1950 con il titolo La scoperta del bambino, viene immediatamente tradotto nelle lingue principali e accolto con grande entusiasmo.
Il principio portante di tale metodo consiste nel lasciar fare il bambino, sorvegliarlo e aiutarlo nel bisogno (Insegnare con l'azione, non con il pensiero,sosteneva la Montessori), avendo fiducia nel valore dell'attività autonoma e dei compiti concreti assuntisi liberamente dal discente, capace di realizzare uno sviluppo sicuro fatto di scoperte spontanee ottenute secondo un ritmo naturale mediante l'interazione con un ambiente attrezzato a propria misura, con materiali indispensabili all'esercizio dei sensi, con un lavoro personalmente scelto per la risoluzione di problemi pratici per lui interessanti.
Nel 1910 pubblica L'autoeducazione nelle scuole elementari (riedita nel 1916 e nel 1940) che applica il metodo montessoriano alla scuola primaria, tiene corsi abilitanti ai maestri continuando a scrivere saggi che confluiranno nel Manuale di pedagogia scientifica (1921), e intensificando i viaggi in Europa, in Nord America dove il metodo riscuote vivo interesse, e perfino in Cina e India.
Il successo della sua didattica porta alla nascita (1924) della Scuola Magistrale Montessori, per la formazione del personale docente, e dell'Opera Nazionale Montessori, ente volto alla diffusione del Metodo, di cui la pedagogista è Presidente onorario.
Del 1928 è la fondazione della Scuola di Metodo, del 1929 dell'Associazione Montessori Internazionale (A.M.I.), ma già dai primi anni Trenta l'utilizzo da parte della dittatura fascista di dette istituzioni come strumento di propaganda politica e nazionalistica le svuota di significato emarginando di fatto la Montessori, la quale con il figlio Mario è costretta a dimettersi e ad allontanarsi dal Paese. Intanto le sue opere e la sua immagine vengono date alle fiamme dai nazisti a Berlino e Vienna: un'altra attestazione di grandezza!
Durante l'ascesa dei totalitarismi Maria Montessori viaggia in varie nazioni per diffondere le proprie teorie educative, mentre nel periodo del conflitto mondiale soggiorna perlopiù in India, prigioniera degli inglesi, dove, però, continua la sua sperimentazione. Torna in Europa nel 1946, onorata e acclamata, e nel 1947 in Italia, dove si occuperà della ricostruzione e della rifondazione degli istituti prima nominati. Ma la crisi finanziaria - endemica diremmo - e la scarsa volontà politica della nascente Repubblica Italiana non permettono lo sviluppo auspicato alle scuole montessoriane.
Maria Montessori riprende le pubblicazioni e i pellegrinaggi scientifici all'estero. Si spegne a 82 anni, il 6 maggio 1952 a Noordwijk aan Zee, sul Mare del Nord, in Olanda, dove ormai risiede stabilmente da qualche anno. Medico e chirurgo, naturalista e pedagogista, psichiatra e filosofa, protofemminista e volontaria, Maria Montessori non è solo una scienziata, ma è soprattutto una donna del proprio tempo che, tra mille difficoltà - personali e sociali - ha impresso un'orma incancellabile nella storia dell'educazione nel XX secolo.
Nelle ultime opere (Il segreto dell'infanzia, 1938 e La mente del bambino, 1952, postumo, frutto dell'esperienza indiana) ella tenta di superare la sua stessa concezione mistico-spiritualistica tendente a un naturalismo di marca rousseauiano in cui il bambino doveva essere l'educatore dell'adulto (il bambino padre dell'uomo), il rigeneratore dell'umanità e il garante del trionfo della pace e della giustizia del mondo. Ma il suo sostanziale distacco dal neo-idealismo prima, e dalla cultura cattolica e marxista poi, ha condizionato in Italia lo sviluppo del suo sistema didattico-educativo.
Anche la pedagogia ufficiale ha criticato a vario titolo il metodo montessoriano valutando troppo rigida la contrapposizione tra il fanciullo buono e l'adulto corrotto, artificioso e autoritario il carattere dei materiali e le modalità del loro impiego, carente l'educazione sociale, e incoerente il rapporto tra la concezione spiritualistica e i mezzi materialistici utilizzati. Tuttavia, la scoperta della spontaneità e dell'autenticità del bambino, nonché la sua liberazione dalla coercizione di un mondo ottuso e insensibile rimane un risultato universalmente riconosciuto. Per prima Maria Montessori seppe individuare e valorizzare una realtà evidente, ma invisibile a tutti: Io vi indico il bambino, la sua ricchezza interiore e voi non lo vedete. Preferite guardare il mio dito che lo indica, ammirarlo, dire che è bello!...