Sicko Regia: Michael Moore
Distribuzione: O1 Distribution
Del sistema sanitario nazionale si può parlar male quanto si vuole, però un qualsiasi cittadino, italiano o straniero, ricco o povero che sia, può godere gratuitamente di un adeguato soccorso medico in caso di necessità. Potrà sembrare strano, ma questo non è sempre possibile negli USA, il paese più potente e sviluppato del mondo, dove la mancanza di un'assicurazione o di una carta di credito capiente, come racconta Michael Moore in Sicko, può costare anche la vita.
Ci ritorna in mente un episodio di qualche anno fa, quando una coppia di coniugi italiani in vacanza nel sud degli Stati Uniti furono aggrediti e gravemente feriti durante una rapina. Ebbene, dopo le lunghe cure e il rimpatrio, ai due malcapitati turisti è stata recapitata a casa un'ingiunzione di pagamento da parte dell'ospedale americano ammontante a 600 milioni di lire (più di 300 mila euro), somma che la coppia avrebbe potuto restituire solo vendendo la propria abitazione.
Non siamo ulteriormente informati sulle conclusioni della controversia legale (se n'è occupato anche il nostro Ministero degli Affari Esteri) seguita all'assurda - per noi - richiesta, tuttavia l'esempio appare emblematico di una situazione che oscilla tra il tragico e il paradossale. E proprio dramma e ironia contraddistinguono, com'è ormai consuetudine di Moore, l'avvincente documentario presentato a Cannes 2007.
Ma dalle risate per il solito farneticante George Bush all'incipit del film, dal divertimento per il racconto delle disavventure di un giovane alle prese con la sutura fai da te di una lunga ferita alla gamba, o delle vicissitudini di un uomo che narra con grande spirito la sua scelta di farsi riattaccare il solo dito anulare in luogo del medio, sacrificato perché più costoso (60.000 contro 12.000 dollari) quando si è trovato al pronto soccorso per un incidente con una sega elettrica, si passa progressivamente a sorridere amaro, a indignarsi, o a digrignare i denti.
Com'è accaduto a uno dei vigili del fuoco impegnati nell'incessante soccorso nelle ore e nei giorni successivi alla sciagura del World Trade Center. Questi, infatti, testimone dello scempio di tante vite umane, si è disperatamente prodigato ad aiutare i feriti o a raccogliere i poveri resti di tanti individui senza un nome. Digrignando i denti per la rabbia e il dolore, li ha consumati! Come tanti altri ha rischiato la propria vita, ha minato la sua salute contraendo una malattia cronica. Che oggi ha difficoltà a farsi curare negli USA per l'alto costo di medicine e prestazioni cliniche, e per l'impossibilità di contrarre un'assicurazione.
Michael Moore ha raccolto questa e altre commoventi testimonianze, e ha organizzato con dieci soccorritori dell'11 Settembre, oggi invalidi a causa delle esalazioni venefiche sprigionate dal crollo delle Torri Gemelle,, un viaggio in barca per Guantanamo, territorio statunitense a Cuba, dove è presente un efficiente ospedale militare che fornisce gratuitamente ai prigionieri di Al Qaeda cure impensabili per un qualsiasi onesto cittadino americano. Constatata l'impossibilità dello sbarco il plotone di malati approda a Cuba, dove tra abbracci e strette di mano riceve farmaci a prezzi irrisori (uno spray per la gola che costa 120 dollari negli USA può essere acquistato per soli 5 centesimi) e la migliore assistenza medica possibile. Alla faccia del comunismo divora bambini!
Il percorso nella malasanità americana è lungo e travagliato. Il regista di Flint, Michigan, ha raccolto migliaia di testimonianze terrificanti, dati statistici inquietanti per un paese civile (45 milioni di persone, di cui 9 milioni di bambini sono privi di una qualsiasi assistenza medica; metà dei casi di bancarotta delle famiglie americane sono dovuti alle spese mediche; 18.000 persone muoiono ogni anno negli USA perché non possiedono un'assicurazione sanitaria), ha indagato sui meccanismi politici e finanziari che hanno reso i suoi compatrioti ostaggi delle compagnie di assicurazione e delle lobby farmaceutiche fin dai tempi dell'amministrazione Nixon.
Accompagnato dal gusto per il grottesco che lo contraddistingue, il celebrato autore di Bowling a Colombine e Fahrenheit 9/11 è protagonista di unitinerario picaresco in Canada e in Gran Bretagna dove l'assistenza pubblica universale è garantita e dove l'aspettativa di vita supera di 3 anni quella degli USA. E in Francia Moore è incantato dalla quantità e dalla qualità dei servizi gratuiti offerti dallo stato ai propri cittadini, e gira per la città seguito dalle telecamere, imbambolato da tanta visibile e tangibile felicità.
Ma la Francia è il primo paese al mondo nella speciale classifica stilata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (gli USA sono al 38°, ai livelli della Slovenia), tallonata - guardate un po' - proprio dall'Italia. Per questo, e per altri mille motivi, Sicko è un film da non mancare. Guardiamo oltre Atlantico, certo, ma diffidiamo dei politici nostrani che premono per aumentare il mercato delle assicurazioni private, e soprattutto, cerchiamo di non cedere alle sirene della privatizzazione che in pochi anni in nome della salvifica concorrenza ha impoverito la scuola pubblica, massacrato il trasporto aereo e le ferrovie, aumentato i costi dell'energia, bruciato migliaia di posti di lavoro, precarizzato milioni di lavoratori, favorito la speculazione edilizia e la distruzione del patrimonio paesaggistico e naturale. Allora, che nessuno tocchi la sanità pubblica! CLAUDIO LUGI